La "diversità" come superpotere: dialogo con i “Guardastelle”
L’intervista alla compagnia teatrale nata ad Acireale, in provincia di Catania, che promuove da circa dieci anni la passione per il teatro, mettendo in scena sogni ed emozioni, distinguendosi per la dedizione all’inclusione e all’aggregazione di giovani talenti indipendentemente dalle loro (dis)abilità
Foto dell'Associazione Guardastelle (https://www.guardastelle.org/)
Tutti noi ci confrontiamo con il limite: una difficoltà, una incomprensione, un sogno che non si realizza. Ma se quel limite fosse il suggerimento per vedere con occhi diversi quello che abbiamo, quello che viviamo? E se questo sguardo nuovo venisse da un palcoscenico? Se credete che il teatro consista solo in persone che recitano parole noiose a memoria, non avete ancora conosciuto i "Guardastelle".
Questa compagnia, nata ad Acireale più di dieci anni fa, sta cambiando completamente il concetto di "normalità", trasformando il limite in un vantaggio per creare spettacoli unici.
IL PROGETTO. Tutto parte da Paolo Filippini, dieci anni fa. Oggi ha 45 anni e insegna grafica pubblicitaria al Liceo Artistico, ma la sua storia inizia molto tempo fa. Paolo si è appassionato al teatro da piccolo, ed ha subito capito che recitare aiuta a conoscersi meglio e a muoversi nel mondo con fiducia. Invece di tenere questa scoperta per sé, ha scelto di condividerla. «Volevo dare ai ragazzi la possibilità di provare ciò che io conoscevo da anni», racconta. Così, dopo alcuni laboratori a scuola, ha deciso di fare il grande passo e fondare l’associazione. Ciò che era iniziato come un semplice incontro pomeridiano tra amici si è trasformato in un progetto rivoluzionario aperto sul mondo. La cosa sorprendente è che fin da subito si sono uniti al gruppo ragazzi con disabilità. Ma è importante sottolineare che Paolo non ha creato un "teatro per disabili"; ma ha dato vita a un Teatro delle Diversità. Sul palco non esistono distinzioni. Gli attori collaborano insieme senza costrizioni. L'obiettivo? Far emergere la bellezza di ognuno, proprio perché siamo tutti diversi. Come amano dire: «È la diversità che rende l’uomo un’opera d’arte irripetibile».
IL CORAGGIO DI STARE SOTTO I RIFLETTORI. Ma cosa si prova davvero a esibirsi su un palco? Lo abbiamo chiesto a Michele Raccuglia, uno dei membri della compagnia. «Tanto coraggio». Alla domanda quale sia la cosa più coraggiosa fatta in scena, Michele risponde con una sincerità che colpisce: «Tutto. Ogni cosa che faccio sul palco mi richiede coraggio, è sempre una nuova esperienza». Per loro, il teatro non è solo un laboratorio, è come una seconda famiglia. Michele ci ha raccontato del viaggio a Zurigo, la sua prima volta in aereo e all'estero, per portare in Svizzera lo spettacolo "Giallo, la Custode delle Api". «Mi sono sentito a casa, siamo una grande famiglia», dice. Ed è proprio questo il punto: abbattere le barriere, fisiche e mentali, un chilometro alla volta.
UN SOGNO CHE PROFUMA DI FUTURO. I Guardastelle non si fermano. Dal 6 al 9 maggio ad Acireale saranno al Teatro Festival: compagnie straordinarie si alterneranno per celebrare insieme la magia di questa forma d’arte. Ma sono tanti i progetti che portano avanti. Oltre a collaborare con le scuole, il grande sogno di Paolo e del suo team è di organizzare un Festival Teatrale delle Diversità nazionale. Questo servirà a far sapere al mondo che l'inclusione non è un'etichetta, ma la realtà quotidiana. Per educarci a vedere la realtà con occhi diversi. Così forse, la prossima volta che incontriamo un compagno di classe, un amico, uno sconosciuto in difficoltà, invece di girarci dall'altra parte, potremmo fare spazio accanto a noi. Perché, in fondo, siamo tutti stelle che aspettano solo il cielo giusto per brillare.

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