La Sicilia incontra Anne Frank: una voce che continua a parlarci

Ospitata ad Acireale dall’8 al 16 gennaio e resa fruibile anche grazie al contributo degli studenti del Liceo “Archimede” di Acireale, la mostra itinerante "Anna Frank - Una storia attuale" ideata dalla Casa-Museo di Anna Frank di Amsterdam, sbarca a Catania dove sarà visibile sino all’8 febbraio

di Sofia Crupi, Federico Leotta e Vincenzo Torrisi

Una storia che crediamo di conoscere già ma che ogni volta riesce a colpirci in modo nuovo. Anne Frank è una voce, una testimone, uno specchio nel quale siamo costretti a guardarci. Uno specchio in cui hanno scelto di guardarsi degli studenti e delle studentesse del Liceo “Archimede” di Acireale, accogliendo la responsabilità di allestire la mostra internazionale itinerante “Anne Frank. Una storia attuale”. ideata dalla Casa-Museo di Anna Frank di Amsterdam, grazie al sostegno dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi. A guidare il pubblico negli spazi della mostra, ospitata nella sala Zelantea del Palazzo di Città, è stato proprio un gruppo di 19 studenti e studentesse del percorso di Formazione Scuola Lavoro, “Storia in Mostra”, guidato dalle docenti di Storia Loriana Mola e Marinella Venera Sciuto, sotto l’egida del Dirigente Scolastico, prof. Riccardo Biasco.

LA MOSTRA. Con i suoi 34 pannelli, nonché pagine del diario, fotografie e materiale inedito, la mostra accompagna il visitatore in un vero e proprio viaggio dal 1929 al 1945, a partire dall’Europa del primo dopoguerra. In particolare, fotografa la crisi economica della Germania postbellica: è in questo clima di instabilità che prende forza il pensiero nazista, fondato sull’idea di una razza pura e sulla discriminazione verso gli ebrei. Nascono così le leggi razziali che, mentre istituzionalizzano l’odio, trasformano il pregiudizio in legge. Anne Frank cresce in questo contesto. La stella di David, imposta agli ebrei, diventa un marchio di isolamento forzato. Anne comincia presto a comprendere ciò che le sta succedendo: non è più solo una bambina, ma una vittima di un sistema che la rifiuta. Il pericolo diventa concreto e Otto Frank (il padre) decide di nascondere la famiglia in un luogo segreto (oggi Casa-Museo) dove vivono per 761 giorni: finestre chiuse, silenzio assoluto, spazi ristretti. La ragazza e la sua famiglia verranno purtroppo scoperti. Anne verrà deportata ad Auschwitz e poi a Bergen-Belsen, dove morirà di tifo nel 1945, poco prima della liberazione del campo. Solo Otto Frank riuscì a sopravvivere. Con la fine nella Seconda Guerra Mondiale, Otto si sentì in dovere di far circolare nelle scuole, e non solo, il diario di Anne, al fine di sensibilizzare soprattutto i più giovani verso quelle atrocità che lui aveva vissuto sulla sua pelle.

UN GRANDE SUCCESSO. La mostra ha riscosso grande successo, colpendo interiormente i visitatori. «Ricordare quella tragedia – ha commentato il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo orgoglioso del coinvolgimento attivo degli studenti significa riconoscere fin dove può condurre l’indifferenza, quando la negazione dei diritti e della dignità dell’essere umano diventa normalità. Conoscere e ricordare Anne Frank richiama alla necessità di difendere la democrazia». Numerosa l’affluenza di visitatori, tra cui tanti stranieri e diverse scolaresche. «Perché è una storia attuale? Perché la testimonianza di Anne ha avuto grandi ripercussioni sul mondo moderno e sulle leggi per prevenire crimini di guerra», ha risposto ai nostri microfoni uno studente. Alcuni ragazzi delle scuole medie invece si sono detti meravigliati per gli spazi claustrofobici in cui era stata costretta a rifugiarsi la famiglia Frank e per la vita di quel tempo, così lontana da ciò che conoscono oggi. Ci hanno raccontato di aver fatto persino un viaggio virtuale ad Amsterdam durante un compito in classe, per vedere più da vicino i luoghi di Anne. Grande emozione anche tra coloro che hanno guidato con fierezza la mostra: questa esperienza li ha aiutati a conoscere più a fondo una pagina cupa della nostra storia, che purtroppo può sempre tornare presente. Ciò dimostra quanto sia fondamentale avvicinare i più giovani alla storia, renderla concreta, reale, viva, perché «tutti siamo testimoni di quello che accade». Essere informati è un dovere, e portare gli alunni, dalle elementari alle medie, a confrontarsi con queste storie è un atto di grande responsabilità educativa. Così, tra i pannelli di una mostra, i ragazzi di oggi hanno preso in consegna una storia di ieri, perché siano loro, ora, i custodi di un futuro diverso.

LA MOSTRA ARRIVA A CATANIA. La mostra, tradotta in oltre 25 lingue, ha viaggiato in più di 150 Paesi del mondo. Qui in Sicilia fa adesso tappa a Catania. Infatti, è possibile visitarla fino all’8 febbraio presso il “Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943”, che si trova negli spazi del Centro Fieristico-Culturale “Le Ciminiere”, da martedì a domenica, ore 9.00–17.00 (con ultimo ingresso alle ore 15.00). Per una migliore organizzazione è richiesta la prenotazione rivolgendosi alla “Fondazione OELLE Mediterraneo Antico E.T.S.”, ente promotore dell’evento (segreteria@fondazioneoelle.com).

Così la staffetta della Memoria continua. Ed è proprio questo il punto: la memoria non si ferma. La storia di Anne Frank continua a viaggiare, a interrogare, a chiederci da che parte vogliamo stare. Perché ricordare non è solo un atto del passato, ma una responsabilità che guarda al passato, vive il presente e mira al futuro.







 

 

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