Il giornale delle buone notizie

Così nasce “Il Mediterraneo in miniatura, il giornale delle buone notizie”, dal desiderio di raccontare le esperienze maturate lavorando alla realizzazione di una mostra sui temi dell’educazione alla mondialità e alla pace

Paola Lizzio



Il Mediterraneo in miniatura Il progetto “Il Mediterraneo in miniatura” ha una lunga storia all’interno del più ampio intervento di Educazione alla mondialità e alla pace che si realizza presso il liceo Archimede di Acireale con il quale il liceo si inserisce dal 2016 nella Rete Nazionale “La mia scuola per la pace" e, dal 2023, nel percorso "Semi di Lampedusa".

Il titolo del percorso si riferisce ad una Mostra del Mediterraneo realizzata nel corso dell'anno scolastico 2017-2018 costituita da dieci pannelli in legno e un “totem” in cartapesta. 

“Il Mediterraneo in miniatura” è oggi un blog il cui sottotitolo “Il giornale delle buone notizie” rimanda ad una certa pedagogia del bene che non consiste affatto nell’ignorare le brutte notizie ma nel cercare, all’interno dei contesti di ingiustizia e di diseguaglianza, modelli alternativi all’individualismo e all’egoismo imperanti. L’idea era quella, da un lato, di creare uno spazio sul sito del liceo, dove trasferire, all’attenzione dell’intera comunità scolastica, i contenuti della Mostra, dall’altro, di portare fuori dal liceo, tramite lo stesso sito, i temi, le finalità e gli esiti del progetto di Educazione alla mondialità e alla pace, estendendo la tecnica del decentramento narrativo anche ai contesti di cronaca giornalistica. Volevamo un'occasione per riflettere sulle buone pratiche di cittadinanza che intorno a noi vengono quotidianamente attuate da singole persone, o da gruppi di persone, senza che questo sortisca clamore giornalistico e particolare risonanza. Abbiamo perciò deciso di rovesciare la logica sensazionalistica dei giornali e dei social network, ideando un Giornale delle buone notizie.

La spinta a questa condivisione e la prospettiva di una virtuosa contaminazione delle esperienze e delle progettualità trovano una certa corrispondenza in percorsi già avviati come “Mediterraneo contemporaneo”, dossier disponibile presso il sito Novecento.org, e “Per un Mediterraneo mare di pace”, le cui prospettive sono affini alle finalità più generali del progetto: educare alla pace recuperando l’immagine di un Mediterraneo come luogo di incontro - e non di frontiera - insistendo sul ruolo che per millenni esso ha svolto di koinè culturale, nonché di riconoscimento paritario dell’altro, intendendo per “altro” il mondo di cui è depositario in termini di lingua, religione, etnia. Educare alla pace in questo senso vuol dire promuovere l’interculturalità in una società multiculturale che però interculturale ancora non è, a causa di una organizzazione gerarchica dei rapporti tra i popoli, tant’è che assistiamo alla recrudescenza di fenomeni di diffidenza xenofoba e sempre più spesso di aperto razzismo. Stimolare la riflessione sui concetti di identità e alterità, attraverso operazioni di rilettura critica del presente, innesti di nuovi saperi, comparazioni e mescolamenti con altre realtà culturali, è il primo passo per sperare di costruire di una nuova memoria planetaria scevra da condizionamenti etnocentrici.




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